I RAGAZZI NON VOGLIONO PIU’ STUDIARE? CI PENSA CASTRENSE GANCI CON LA POLIZIA LOCALE

3 milioni di ragazzi negli ultimi quindici anni non hanno completato il loro percorso di studi superiori. Per ogni ciclo scolastico, il 35% degli studenti italiani abbandona la scuola, come se l’intera popolazione scolastica di Piemonte, Lombardia e Veneto fosse rimasta fuori dalle aule. L’impegno del comandante Castrense GANCI, per trovare una soluzione al problema con un progetto positivo e propositivo.

(UMDI – UNMONDODITALIANI) Uno studente italiano su tre abbandona la scuola statale superiore senza aver completato i cinque anni. Il dato allarmante, che in alcune regioni, come le isole, arriva a quota 35–36 per cento, e che arriva dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, quindi una fonte ufficiale. Una vera e propria emorragia, che prosegue silenziosa. Negli ultimi quindici anni quasi 3 milioni di ragazzi italiani iscritti alle scuole superiori statali non hanno completato il corso di studi. Si tratta del 31,9 per cento dei circa 9 milioni di studenti. Come se l’intera popolazione scolastica di Piemonte, Lombardia e Veneto fosse rimasta fuori dal ciclo scolastico. La dispersione è un fenomeno complesso che investe l’interocastrense ganci contesto scolastico-formativo.

Stando alle statistiche i ragazzi italiani abbandonano molto presto la scuola e molti lo fanno prima di aver conseguito un titolo di studio superiore, così quasi la metà degli italiani ha solo la licenza media ha molta difficoltà a trovare lavoro.

castrense ganci con bambiniProprio per fermare questa emorragia di forze e di cervelli è stato pensato il REP, un importante protocollo di intesa nato a Monreale, splendida città siciliana in provincia di Palermo, che sta lavorando per contrastare, direttamente sul campo, la piaga della dispersione scolastica, con la preziosa collaborazione della Polizia Municipale, grazie alla lungimiranza del comandante facente funzioni, Castrense Ganci, noto per le sue innumerevoli iniziative sul territorio italiano.

L’istituto comprensivo Veneziano, la scuola Morvillo, l’Istituto D’Aleo, il liceo Basile, la scuola Novelli sono gli istituti di formazione che attueranno il REP, Rete Educazione Prioritaria, assieme a Caritas, l’Associazionetarga progetto rep “Il Quartiere” ed il Consultorio in collaborazione con la Polizia Municipale di Monreale.

“La dispersione scolastica è un fenomeno complesso e variegato – spiega il comandante della Polizia Municipale di Monreale, Castrense GANCI – E’ necessario tenere conto dei vari fattori che si correlano e interagiscono tra loro. La discriminazione non è tra regioni del Nord e del Sud ma tra le diverse aree di una stessa regione o tra i vari territori di una metropoli. Mentre prima la dispersione era diffusa soprattutto nelle aree del Mezzogiorno, il fenomeno è oggi diffuso in maniera ubiquitaria in tutta la nazione e il bullismo contribuisce, certo, in maniera significativa. Un fenomeno nazionale, che unisce Nord e Sud passando per il Centro e le Isole. Si passa da regioni più virtuose come l’Umbria e le Marche, dove l’abbandono è solo del 20%, a regioni come la Sicilia, la Sardegna e la Campania in cui quasi il 40% degli studenti non termina il quinquennio. Il problema della dispersione scolastica porta con sé costi sociali, politici ed economici molto alti. Infatti l’Europa che ha inserito tra i cinque obiettivi principali della Strategia Europa 2020 – il pacchetto decennale per la crescita e il lavoro lanciato dall’Unione europea nel 2010 – quello di ridurre al 10 per cento la quota di early school leavers, ossia dei giovani europei tra i 18 e i 24 anni che smettono di studiare dopo la licenza media. I ragazzi che lasciano la scuola, spiega l’Unione Europea, “sono più soggetti alla disoccupazione, hanno bisogno di più sussidi sociali e sono ad alto rischio di esclusione sociale, con conseguenze sul benessere e la salute. Inoltre, tendono a partecipare meno ai processi democratici”.

Nel contesto europeo – prosegue il comandante GANCI – l’Italia appare ai livelli bassi della classifica, con il 17 per cento di early school leavers registrati nel 2013. la situazione ha drammatiche ripercussioni economiche. Il fatto che circa 170mila ragazzi abbandonino la scuola senza aver completato i cinque anni del corso di studi superiori depaupera il patrimonio culturale e spreca le risorse costituite dall’impegno di 13mila professori. Un costo enorme per l’economia stimato da Confindustria pari a 32,5 miliardi di euro l’anno. Se i giovani inattivi entrassero nel sistema produttivo, il prodotto interno lordo italiano salirebbe di 2 punti. Ne consegue uno sperpero di denaro pubblico pari a poco più di mezzo miliardo di euro all’anno. Cresce così la categoria dei cosiddetti “neet”, giovani che non studiano e non lavorano (Not in Education, Employment or Training), oltre due milioni nel 2014, secondo l’Istat. Per tutti questi motivi il progetto REP, basandosi sulla collaborazione con le istituzioni e con le famiglie, appare fondamentale nel contribuire alla riduzione del fenomeno.”

Un problema – spiega Beatrice MONETI, preside dell’istituto Veneziano – che inizia presto, ma trova il suo massimo sviluppo durante le classi delle medie, rischiando di danneggiare seriamente l’iter scolastico dei più giovani. Fondamentale la collaborazione della Polizia Municipale, un appoggio valido mai avuto fino ad oggi, che completerà con interventi sul territorio all’esterno dell’istituto il lavoro svolto dagli insegnanti all’interno”.

Va detto che, nello specifico, la dispersione riscontrata nel territorio monrealese, trova le sue basi nel disagio socio-economico.

Il protocollo “REP” si svolgerà secondo un cronoprogramma specifico: in caso di problemi di dispersione la Polizia Municipale offrirà il controllo sul territorio completando l’osservazione attuata dagli insegnanti, successivamente in caso di continuità del problema verranno allertati i Servizi Sociali, ancora in seguito alla recidività solo allora le competenze passeranno ai Carabinieri.

Massima soddisfazione da parte del comandante della Polizia Municipale, Castrense GANCI, che terrà delle lezioni con i giovani per trattare anche di educazione civica e stradale, in definitiva di quelle che sono le regole per essere cittadini attivi e responsabili.

11 / 02 / 2016

Polizia Locale arresta pericoloso boss della prostituzione

POLIZIA LOCALE A TUTTO CAMPO: I VIGILI ARRESTANO PERICOLOSO BOSS DELLA
PROSTITUZIONE

La Polizia di Roma Capitale, venerdi 12 febbraio, ha eseguito una Ordinanza di Custodia Cautelare a carico di C.C., un rumeno rom di 44 anni, nell’ambito delle indagini sul mercato della prostituzione dell’area sud di Roma.  Dopo quasi tre anni di appostamenti, indagini e intercettazioni è stato possibile ai Vigili della sezione distaccata di Polizia Giudiziaria in Procura e a quelli del GSSU di chiudere un primo segmento di indagini con l’arresto dell’uomo, avvenuto alle ore 3.00 presso una sua abitazione alla Magliana.
“Babboi”, “pappone di Craiova”, sono alcuni dei nomi con i quali l’uomo è conosciuto nell’ambiente. Egli di fatto gestiva, con la complicità di altri connazionali e italiani tuttora ricercati, una tratta di giovani ragazze provenienti dalla Romania: grazie a ciò aveva conquistato la gestione del triangolo della prostituzione che ogni sera va da via Aurelia a Viale Marconi fino a Via Cristoforo Colombo, dove giovani prostitute stazionano soprattutto presso i distributori di carburante.
Dalle prime indagini l’uomo pare legato ad una organizzazione rumena senza scrupoli, con tentacoli su altri paesi europei, che convince giovani ragazze rumene a emigrare con promesse di una casa, lavoro e guadagni. Una volta giunte a Roma, però, le giovani vengono costrette e indotte alla prostituzione, con rigidi sistemi di controllo sulla loro vita e sui soldi ricavati, ospitate a gruppi di 3 o 4 in case della periferia sud, mantenute in un regime di semi-povertà, addirittura contando i profilattici utilizzati durante i “turni”.
I proventi spettavano tutti al Babboi oppure al protettore di turno che aveva in gestione un tratto di marciapiede assegnato, che a sua volta riconosceva al “boss” un mensile che poteva arrivare a 150 Euro al giorno, a seconda della “esposizione” e del traffico clientelare.
Da informazioni ottenute dalle numerose intercettazioni dei Vigili disposte dal PM Dott. Cipolla, sembra che l’attività fosse molto remunerativa: i posti direttamente gestiti o dati in gestione (dai 30 ai 35)  fruttavano in complessivo dalle 30.000 alle 40.000 Euro al mese, con un centinaio di ragazze che venivano accompagnate ogni sera alle 21 e recuperate la mattina alle 6 da uomini dell’organizzazione: quelle più “apprezzate” incassavano ogni notte dalle 500 alle 700 Euro, e se qualcuna di loro provava a ribellarsi o a trattenere soldi senza consegnarli, come successo ad alcune, subiva brutali violenze e veniva costantemente minacciata di ritorsioni contro i parenti in Romania, come tutte del resto.
Gli agenti della Polizia Locale hanno ieri mattina tradotto l’arrestato presso la Casa Circondariale di Regina Coeli, mentre i Vigili portano avanti le indagini.  Nuovi filoni sono aperti, in attesa
dei prossimi arresti.

Roma, 14 febbraio 2016

IMG_3283[1]