Covid 19 – Prestazioni di lavoro straordinario eccezionale degli
Operatori delle Forze di Polizia Locale

OGGETTO: Covid 19 – Prestazioni di lavoro straordinario eccezionale degli Operatori delle Forze diPOLIZIALOCALE-FondoStatale-richiestadi implementazione.

Con spirito di doverosa e responsabile collaborazione, la scrivente Organizzazione intende rappresentare, per competenza Associativa Professionale, il grave stato di disagio degli Operatori delle Forze di Polizia Locale di tutta Italia e, segnatamente, di quelli dei Comuni con popolazione fino a quindicimila abitanti; pari al novantatré per cento del totale, e ove risiedono circa trenta milioni di persone. Cittadini Italiani e non.

La terribile pandemia ha messo a nudo l’umana fragilità e i limiti del nostro Sistema Sanitario, nonché quello della Sicurezza Sanitaria e dell’Ordine Pubblico in ordine al presidio del Territorio in termini di “informazione, prevenzione, controllo, repressione,” da parte delle Forze di Polizia Statali e Locali.

Al pari degli Operatori della Sanità, l’insieme dei soggetti chiamati ad assicurare il rispetto delle disposizioni del Governo hanno dimostrato, e dimostrano, grande professionalità e senso del dovere. Fra questi, in trincea – h24, le donne e gli uomini (Agenti, Sottufficiali, Ufficiali inferiori e superiori – senza distinzione di grado e di funzione – a svolgere lo stesso compito in strada e nei luoghi pubblici), organici ai Servizi / Corpi delle Polizie Locali.

Le Autorità in indirizzo non possono non condividere la narrazione secondo la quale la drammatica emergenza ospedaliera affonda le proprie radici nella ormai decennale improvvida politica afferente la riduzione dei finanziamenti al Sistema Sanitario Nazionale; nella soppressione dei preziosi ospedali di Zona, storicamente ubicati nei centri minori, in grado di assicurare una efficace ed efficiente prestazione sanitaria policentrica; nella drastica riduzione del personale medico, paramedico e OS, con il divieto pressoché assoluto di nuove assunzioni.

L’ improvvida politica della riduzione indiscriminata del personale della P.A. – praticata senza discernimento alcuno da almeno dieci anni – se da un lato ha portato al critico ridimensionamento anche degli Organici di tutte le Forze di Polizia dello Stato e del Sistema Autonomie Locali; dall’altro ha comportato l’innalzamento dell’età media degli Appartenenti, ad una soglia difficilmente compatibile con la natura della funzione e dell’attività professionale richiesta anche agli Operatori della Polizia Locale.
A questo proposito giova ricordare che la carenza di personale di tale importante settore, rispetto alle previsioni legislative in materia di Ordinamento della Polizia Locale emanate dalle venti Regioni Italiane, registra un segno medio negativo del trenta per cento, con punte anche superiori del cinquanta per cento, soprattutto nei piccoli Comuni.

Ebbene, dopo due mesi di pandemia, molti Operatori della Polizia Locale di tutta Italia, non potendo prestare la loro opera “da remoto” hanno dovuto essere posti in quarantena, quando non ricoverati o deceduti, riducendo ulteriormente il personale operativo disponibile.

I più fortunati, specialmente quelli, ma non solo, dei Servizi e dei Corpi dei piccoli Comuni sono stati comandati a servizi di durata ben superiore alle canoniche sei ore giornaliere; spesso non hanno potuto godere dell’obbligatorio riposo settimanale; sono stati costretti a consumare gran parte delle ferie 2020 per assicurare un minimo di presenza in servizio a giorni alterni, precludendosi così il diritto ad usufruire di almeno quindici giorni consecutivi nel periodo estivo – come da diritto e da CCNL; hanno esaurito il fondo decentrato aziendale del lavoro straordinario; non hanno potuto usufruire del riposo compensativo per carenza di personale; le Amministrazioni Comunali (ancorché volendolo) non possono retribuire altre prestazioni in straordinario “eccezionale” (come peraltro previsto per il personale della Polizia di Stato), per ragioni normative e di bilancio; dopo anche dodici ore ininterrotte di servizio prestato in strada, rientrati nella propria abitazione, si attengono rigorosamente alle disposizioni Governative. Fin quando potranno ancora reggere Sindaci e Poliziotti Locali, dal punto di vista fisico e psicologico? Quanto manca ancora perché, al pari del personale paramedico e della Polizia Penitenziaria, siano costretti a denunciare l’impossibilità a continuare – in sicurezza – la loro opera?

Se anche questi non sono eroi !?
Tutto ciò premesso e condiviso, nonché con riferimento all’oggetto la scrivente PL, in

rappresentanza di sessantamila Operatori di Polizia Locale;

CHIEDE

• NEL RISPETTO DELL’ARTICOLO 36 DELLA COSTITUZIONE, adeguata ed urgente implementazione del fondo per la retribuzione del lavoro straordinario ECCEZIONALE – COVID 19; con trasferimento delle risorse al Sistema Autonomie Locali, da destinare agli Operatori di Polizia Locale operanti in luogo pubblico;

• AUDIZIONE, al fine di portare il proprio contributo al servizio di Codeste Onorevoli Istituzioni e, quindi, non solo dello Stato ma della Repubblica Italiana.

Il Presidente Nazionale PL
Dott. Ivano LEO

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